Lei non aveva niente.

Chi la incrociava per la prima volta non poteva staccarle gli occhi di dosso. Non capita tutti i giorni di incontrare di persona l’incarnazione della dea Afrodite. Cuscinose labbra rosse, di quel rosso naturale che nessun trucco riesce a simulare. Ma tremavano. Lunghe e folte ciglia capaci di stendere qualunque uomo ad un solo battito. Ma tremavano. I capelli, corti e arruffati, davano l’impressione di non vedere un pettine da parecchi giorni. O forse non sapevano neanche come fosse fatto, un pettine. I capelli, neri, spruzzati qua e là di neve, avevano sicuramente visto tempi migliori. Gli occhi perennemente nascosti da un velo di lacrime. Chiunque avesse guardato quegli occhi per più di dieci secondi sarebbe stato colto da un’improvvisa ed inspiegabile tristezza. Ma nessuno la guardava mai negli occhi. Era la sua maledizione, diceva, la sua condanna per quello che aveva fatto, per le scelte che aveva compiuto.

Lei, Nuria, non aveva niente perchè aveva perso tutto.

Annunci