Caro Babbo Natale,

sappi innanzitutto che io ci credo che tu esisti.
Da qualche parte nel mondo, ci sarà pure qualche grassone ubriaco che regala beni inutili alla società in sella a un cassonetto/scatolone trainato da un paio di quadrupedi non meglio identificati (che, per quanto mi riguarda, potrebbero anche essere tripedi, o bipedi o strisciare anche). No? Senti, come si fa piuttosto a credere a un fantomatico essere ultraterreno che si dice abbia creato il mondo in sette giorni e di cui dobbiamo avere timore perché se facciamo i monelli ci punisce!
Ci intendiamo, Babbo? Oh, come preferisci essere chiamato? A me piace Babbo. Se per te va bene, continuerò a chiamarti così. Okay.
Dunque, caro Babbino (si, sei appena diventato Babbino), mica tu sei tanto diverso da Dio! Anche tu, se ti fanno uscire dai gangheri, infliggi la tua giusta punizione. Niente regali ai bambini cattivi. Rischi che si corrono, Babbino. Sempre meglio di “se sei cattivo Dio ti manda all’Inferno”. Ma che razza di minaccia è??? È più tangibile la tua, quella dei regali. E li si che me la facevo sotto quando ero bambina.
Complimenti, sei più ganzo di Dio, Babbino. Ti manca solo di sacrificare tuo figlio sulla sedia elettrica (ormai le croci non vanno più di moda). Poi sei a posto, fidati.
Babbino, io non ti chiederò niente. Gioisci. Fattelo tu un regalo, quest’anno.

Merry Christmas,

A.S.

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