La guerra.

Che cos’è la guerra? È quella che si studia al liceo?

Cazzate. La scuola presenta la guerra come un arido fatto storico e costringe lo studente ad imparare date su date su date, un elenco di date, tanto lungo quanto inutile. E lo studente che fa? Cosa può fare? Le impara a memoria, se è puntiglioso e punta ai bei voti. Altrimenti, amen.

Io però non ci dormo la notte. Penso alla guerra, ai perché; penso a loro, ai soldati, bianchi, neri gialli, rossi e verdi; penso a quelli che sono andati a morire per una causa che non li apparteneva e a quelli che sono tornati, cambiati per sempre. Penso alla gente, agli uomini e alle donne che vivono nel terrore di essere bombardati da un momento all’altro, penso a tutti quei bambini che rischiano di morire ogni volta che vanno semplicemente a giocare. Il gioco! Cosa c’è di più semplice, innocente e naturale di un gioco per un bambino?

Non riesco a liberarmi da questi pensieri.

Non voglio liberarmi di questi pensieri.

A.S.

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