Cosa c’è nel leggero soffio del vento?

Parole. Posso sentire parlare.

Una lingua non mia, certo. Un idioma sconosciuto. Un dialetto incomprensibile.

Parole, non le posso capire. Ma sentimenti, sensazioni, gioie, dolori, li percepisco.

Camminando attraverso la tempesta. La tempesta che lava via, la tempesta che spazza.

Gioie, dolori. Risate, pianti. Non serve ripararsi. Ti colpiranno comunque.

Come la tempesta. E io mi faccio leggera. Trattengo il fiato finché non volo.

Affronto la tempesta con leggerezza.

Mi dicono “è pericoloso” e “non andare” e “non ce la farai”.

Quando ti stanchi di sentire solo voci che capisci, perdersi nell’odioso vento è l’unica via di fuga.

E io mi perdo.

Con leggerezza. Sofisticata leggerezza.

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