Ho deciso che l’artista che inaugurerà il mio primo progetto per questo blog, il Progetto “Il Bacio nell’Arte”, sarà un pittore austriaco, un certo Gustav Klimt, con una tra le sue opere più belle, intitolata appunto Il Bacio.

Un piccolo accenno alla vitaGustav_Klimt

A partire dal 1900 fino alla sua morte, Gustav Klimt domina il panorama artistico nella capitale dell’impero austro-ungarico. La Vienna di Sigmund Freud, Gustav Mahler, Arnold Schönberg e Stefan Zweig, la Vienna della Belle Epoque, una città ammirata in tutto il mondo per le sue qualità e diversità artistiche e culturali. Una delle più eminenti città d’Europa e rivale di Parigi e Londra.

Klimt nasce nel Luglio del 1862 a Baumgarten, vicino Vienna, da una famiglia molto modesta, la cui situazione peggiora notevolmente a causa della crisi economica in Austria.

A scuola, il talento di Gustav è molto apprezzato. Già all’età di quattordici anni, Klimt comincia a frequentare la Kunstgewerbeschule (scuola delle arti e dei mestieri). In questi anni lo stile di Klimt è iperrealistico, ispirato ai lavori di Hans Makart.

Klimt inizia la sua carriera come artista ufficiale, realizzando decorazioni pittoriche di diversi edifici pubblici e divenendo, ben presto, l’erede di Hans Makart. La decorazione per l’aula magna dell’Università di Vienna, avente per tema la filosofia, la medicina e la giurisprudenza, eseguita da Klimt tra il 1900 e il 1903, provoca aspre critiche da parte delle autorità viennesi, che gli contestano il contenuto erotico e l’inedita impostazione compositiva dei dipinti.

Nel 1898 si inaugura la prima mostra della Secessione viennese, movimento artistico costituitosi l’anno prima con Klimt presidente. La secessione si prefigge tre scopi: permettere ai giovani artisti promettenti di esibire le proprie opere; portare a Vienna i migliori artisti stranieri; pubblicare una propria rivista, Ver Sacrum. Alla prima mostra vengono esposte opere dello stesso Klimt, di Auguste Rodin, Puvis de Chavannes, Arnold Böcklin, Alfons Mucha e Fernand Khnopff. La seconda mostra inaugurerà il Palazzo della Secessione, appositamente progettato da Joseph Maria Olbrich con elementi greco-egiziani: all’ingresso venne collocata la frase A ogni tempo la sua arte, all’arte la sua libertà.

Tra le opere di Klimt, mi piace ricordare Nuda Veritas, dipinta nel 1899, che include una citazione di Schiller: “If you cannot please everyone with your art, please a few. To please many is bad”.

Di notevole importanza è la XIV esposizione della Secessione (1902) celebrata in onore di Max Klinger e della sua scultura di Beethoven. L’intera esposizone è un omaggio al grande “Ludovico van”: Klimt e i suoi amici vedono in Beethoven l’incarnazione del genio e, nella sua opera, la glorificazione dell’amore e del sacrificio personale come salvezza per l’Umanità. Per l’occasione, Klimt dipinge il famoso Fregio di Beethoven.

Klimt ci lascia nel 1918, con un’eredità artistica di eccezionale ricchezza.

Lo so, ho indugiato un pò troppo sulla biografia di questo splendido artista. In realtà ci sarebbe veramente tanto su di lui. Ma sono dell’opinione che non c’è niente di meglio che analizzare l’opera dell’autore per capirne la vera natura.

Cosa dipingeva Klimt? Perché la sua opera era tanto amata e, al contempo, pesantemente criticata?

Focus on: lo Stile e l’Opera

Gustav Klimt è il pittore più rappresentativo dell’Art Nouveau (o stile Liberty).

Elemento chiave dei lavori di Klimt è la figura femminile. Anche quando impersonano figure allegoriche, le donne sono ritratte da personaggi della vita quotidiana; non di rado si tratta di prostitute, raffigurate con acconciature vaporose e trucco pesante. Ciò desta un certo scandalo nella società dell’epoca, che non apprezza l’eccessivo realismo, soprattutto nella rappresentazione dei nudi.

L’ideale di bellezza per Klimt è la donna giovane, erotica e seducente, che però denota, in particolare nei disegni, malinconia e solitudine.

Nel suo stile prezioso e complesso, il più delle volte ispirato alla composizione dei mosaici bizantini, prevale il simbolismo come evocazione della realtà, piuttosto che una rappresentazione della stessa.

In sostanza, nella sua opera, Klimt si oppone alle idee conservatrici,  realizzando dipinti erotici e simbolici che rappresentano i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell’uomo.

Il Bacio

klimt_kiss Il Bacio rappresenta l’opera più importante della “fase d’oro” di Gustav Klimt, nonché l’emblema della Secessione viennese. Qui, è chiaramente l’uomo che “domina” la donna, prendendo l’iniziativa del bacio. La donna sembra accettare il gesto con trasporto. Il fatto che i corpi siano quasi totalmente coperti sottrae forza alla rappresentazione sessuale del dipinto, trasformando il tabù del bacio in una versione che non solo evita eventuali critiche, ma conquista anche l’entusiasmo del pubblico e il consenso della borghesia puritana.

Perché ho voluto cominciare con questo quadro? Bé, semplicemente perché lo adoro. Le due figure, l’uomo e la donna, inginocchiati su un prato, con questa tunica che li avvolge, che tunica… Queste due figure sono sensuali, pur essendo coperte, e soprattutto lei è bellissima. Sono sensuali, ma non erotiche. È la tenerezza ciò che mi ispira il gesto di lui. E subito non posso fare a meno di immaginare quello che avviene nei secondi che precedono il bacio: lui accarezza i morbidi capelli di lei, poi la solleva dolcemente e le schiocca un tenero bacio. L’utilizzo di colori accesi e la precisa composizione delle figure ne fanno un’opera preziosa e semplice allo stesso tempo.

Mi vengono i brividi. Purtroppo non ho mai visto quest’opera di persona, ma un mio amico si e, a detta sua, è un’esperienza indescrivibile, un’estasi improvvisa, l’illuminazione. E io lo ben credo.

A.S.