Ed eccoci al secondo appuntamento con il progetto “Il Bacio nell’Arte”.

Questa volta porrò al centro della vostra attenzione la famosa opera di un artista italiano. Sto parlando di Francesco Hayez e del suo celebre Bacio.

Sulla sua vita

Francesco Hayez nasce a Venezia nel Febbraio del 1971, in una famiglia di modesta condizione sociale. hayez - autoritrattoUltimo di cinque figli, venne affidato a una sorella della madre.

Avendo mostrato fin dalla tenera età una particolare predisposizione per il disegno, lo zio affida il piccolo Francesco ad un restauratore affinché ne impari il mestiere.

In seguito divenne allievo del pittore Francesco Magiotto presso il quale rimase per tre anni.

Più tardi vince un concorso indetto dall’Accademia di Venezia per l’alunnato presso l’Accademia di San Luca a Roma e si trasferisce nella capitale dove diviene allievo di Canova, il quale assume il ruolo di guida e di protettore durante gli anni romani.

Nel 1822 viene chiamato ad insegnare all’Accademia di Belle Arti di Brera, come aiuto di Luigi Sabatelli. Alla morte di quest’ultimo (1850), ne assume la cattedra.

Francesco Hayez muore a Milano alla veneranda età di novantuno anni (1882).

Lo stile e l’opera

Francesco Hayez è, per quanto riguarda il panorama artistico italiano, la figura più importante nel passaggio da Neoclassicismo a Romanticismo. Le sue eccellenti qualità di disegnatore lo portano ad essere uno dei migliori ritrattisti del suo tempo (se non il migliore). Famosi sono i suoi ritratti di uomini senza tempo come Foscolo, Manzoni, Rossini, Cavour. Il suo è un Romanticismo più legato alla forma e al rigore accademico che alla sostanza in sè. Tuttavia conserva un’armoniosità che rende tutta la sua opera piacevole e mai eccessivamente artificiosa.

Il Bacio

baciohayezIl Bacio (olio su tela) è forse l’opera più conosciuta e apprezzata di Francesco Hayez. Questo quadro sintetizza le principali caratteristiche del romanticismo italiano: l’amore individuale e l’amore per la patria.

L’amore individuale è facilmente rilevabile già ad un’occhiata superficiale: il legame tra i due amanti è forte, il bacio estremamente passionale e carico di emotività. Nonostante lo sfondo arido e rigoroso, le due figure, con il loro bacio e la loro posa, conferiscono all’intero quadro una sorta di “vitalità”. La scena infonde calore, suggerisce passione, invoca amore, e l’osservatore si sente parte di questo vortice di emozioni.

È però da non dimenticare il significato storico dell’opera. Il pittore, attraverso i colori (bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del cappello e del risvolto del mantello e infine, l’azzurro dell’abito della donna) vuole rappresentare l’alleanza avvenuta tra l’Italia e la Francia (accordi di Plombierès).

Accanto all’amore individuale, si accompagna quello per la patria. La gamba sinistra del giovane è appoggiata su un gradino: ciò potrebbe suggerire l’imminente addio del giovane patriota all’amata, costretto alla fuga in favore di una giusta causa.

Insomma, Hayez con quest’opera vuole trasmettere il senso di amore, di desiderio e il senso di irrequietezza popolare per quello che poi sarà il Regno d’Italia.

Confronto: Hayez e Klimt

Tema-cardine di questo confronto è il bacio, gesto di affetto che forse meglio esprime il legame profondo tra due persone.

Nel bacio dipinto da Hayez la forza struggente del sentimento amoroso sembra travalicare del tutto il tono melodrammatico della scena.

Nel bacio di Klimt, il dolce abbraccio dei due amanti immersi nel mare dorato assurge a simbolo di quella manifestazione così umana e insieme misteriosa e sconosciuta che chiamiamo amore.

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